mercoledì 22 febbraio 2017

Più ne combinano e più sono popolari.

Più ne combinano e più sono popolari. Chi sono? Trump e i trumpisti europei, quelli nostrani inclusi. Nel mese o poco più dal suo insediamento, il neopresidente americano ne ha combinate e dette di cotte e di crude, ma la sua popolarità presso i suoi elettori è rimasta intatta.

In Francia la notizia che il gollista Fillon ha stornato soldi pubblici a favore della moglie, ha praticamente azzoppato la sua candidatura alle presidenziali, mentre quella che la Le Pen avrebbe utilizzato i compensi destinati ai suoi assistenti all’europarlamento per pagare i dipendenti del suo partito in Francia, il Front National, pare non averla minimamente danneggiata nei sondaggi.
Parimenti da noi l' ormai acclarata incompetenza, inettitudine e incapacità a governare della Raggi, pare non aver recato danno alcuno al M5S, stabilmente primo partito nei sondaggi.
Il motivo di questa fede incrollabile nei trumpisti da parte dei loro sostenitori, nonostante le gaffe e le palesi inadeguatezze?

Io una teoria l' avrei e ve la do cosi, "aggratis" come dicono a Roma: poiché i Trump, le Le Pen, i Grillo hanno convinto, grazie a un sapiente e sistematico lavaggio del cervello, i loro sostenitori che la stampa mainstream, i giornaloni, raccontano solo balle e falsità, per cui è meglio informarsi solo su internet, andati sulla rete quelli hanno trovato notizie come queste qua sotto e le hanno prese per oro colato. Senza preoccuparsi di verificarne la veridicità su altre fonti di informazione. Col risultato che la loro fede nei trumpisti, in specie quelli di casa nostra, è diventata incrollabile.


martedì 21 febbraio 2017

Bandiera rossa trionferà

Ha ragione Paolo Mieli, sul Corriere di ieri, nel ricordarci come l' unica scissione coronata da successo fu quella di Mussolini. Dopo aver lasciato il partito socialista ne fondò uno proprio, e rimase al potere 20 anni. Tutte le altre invece finirono in un mezzo disastro per i fuoriusciti. Una per tutte quella dei rifondaroli di Bertinotti, i quali si scissero ulteriormente in due ai tempi dell' Ulivo, tra chi appoggiava il governo Prodi e chi no.

E' immaginabile che ora i tre amigos finiranno per fare comunella con Fratoianni. E poiché col proporzionale lasciatoci dalla Consulta l' avversario da battere è quello più vicino alle tue posizioni, mentre col maggioritario è l' opposto, prepariamoci a una campagna elettorale dove, al canto di Bandiera Rossa e forti del loro misero 5-6%, accuseranno il PD di essere in combutta con l' imperialismo yankee e di aver tradito la classe operaia. Finendo poi per imputargli l' inevitabile vittoria finale del M5S.
Dal suo buen retiro della Maremma Grillo, commosso, ringrazia.




lunedì 20 febbraio 2017

DDL sulle fake news arriva in senato

Presentato dalla senatrice Gambaro, una delle prime ad essere espulsa dai 5S e oggi nel gruppo misto, il ddl sulle fake news è approdato in senato.

Consta di 8 articoli. Si va dall’obbligo per l’amministratore della piattaforma di pubblicare le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti di cui siano state pubblicate immagini o ai quali siano stati attribuiti atti o pensieri o affermazioni da essi ritenuti offensivi o non veritieri, alla possibilità per il soggetto della notizia di chiedere la rimozione della stessa oltre a fare appello al giudice in caso di rifiuto o omessa cancellazione da parte dell’amministratore della piattaforma.

Dalla reclusione non inferiore a dodici mesi e un’ammenda fino a 5.000 euro per coloro che diffondono notizie false che possono destare pubblico allarme e fuorviare settori dell’opinione pubblica, alla ammenda fino a 5.000 euro per chi pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico, attraverso piattaforme informatiche.

Giusto per fare un esempio, se il ddl fosse stato in vigore già un anno fa, una simile notizia esagerata e tendenziosa come quella qua sotto, atta a destare pubblico allarme ("sta succedendo ora!"), sarebbe costata a Grillo un' ammenda fino a 5 mila euro.
Notizia cosi esagerata che il cazzaro non si diede nemmeno la pena di postare una coda davanti a una banca, tanto era sicuro che i suoi fan l' avrebbero bevuta.

martedì 14 febbraio 2017

Ecco lo stato dell' arte in casa PD

Saranno dunque i mille membri dell' Assemblea nazionale a programmare l' iter che dovrà portare al congresso del Partito.
E poiché Renzi si presenterà dimissionario, compito del congresso sara quello di fissare la data delle primarie per l' elezione del nuovo segretario. Candidati saranno lo stesso Renzi e, presumibilmente, Emiliano e Speranza o Orlando. Il neoeletto darà poi indicazioni ai capigruppo di presentare alle Camere una proposta di legge elettorale, che il parlamento vaglierà e voterà assieme a quelle di altri partiti.

Se la rielezione di Renzi, scontata al 99%, avrà portato a una scissione, la proposta non potrà non essere quella di assegnare il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione.
Non pensino i scissionisti, dopo essere usciti sbattendo la porta, di rientrare dalla finestra per condizionare, grazie al loro 5-6%, le politiche del governo se la coalizione risulterà vincente.
Potranno sempre allearsi con quel che resta di SI, la nuova formazione lanciata da Vendola che prima ancora di nascere ha già perso pezzi.

Se invece il Partito rimarrà unito, si potrà fare una coalizione da Alfano e Casini fino a Pisapia e a quel punto occorreranno le primarie per la scelta del leader.

venerdì 10 febbraio 2017

Ma cos' è la Ryder cup?

Ma cos' è la Ryder cup ed è vero che il governo ha stanziato 97 milioni per coprire le spese della manifestazione, come sostengono al Fatto?
La Ryder cup è un torneo biennale di golf tenutosi la prima volta nel 1927. Per importanza, copertura mediatica e numero di spettatori tv in tutto il mondo, è inferiore solo alle Olimpiadi e ai mondiali di calcio. L' ultima edizione, seguita da 53 emittenti e trasmessa in 192 paesi, ha fruttato alla città di Chicago in tasse e indotti vari il quadruplo di quanto è costata. La città di Roma ha vinto la gara per aggiudicarsi l' edizione del 2022. I costi sono come sempre a totale carico degli organizzatori. Tutto ciò che si richiede al governo è una fideiussione di 97 mln. a GARANZIA della manifestazione e non per COPRIRE LE SPESE. Coprire le spese significa accollarsi parte dei costi, invece la garanzia serve solo ad assicurare l’organizzazione della Coppa che non ci saranno imprevisti nei lavori necessari per il 2022.

lunedì 6 febbraio 2017

Una legge elettorale condivisa

Premio alla coalizione e non alla lista. L' idea è di Franceschini ma a Renzi va dato il merito di averla fatta subito sua. Si tratta di una proposta che la minoranza dem non può rifiutare, visto che Bersani e Speranza hanno sempre criticato il premio alla lista previsto dall' Italicum. In aggiunta Renzi propone le primarie (di coalizione) ma in cambio chiede il voto a giugno e il mantenimento dei capilista bloccati. Perché abolirli se nemmeno la Corte li ha bocciati.
E come potrà Forza Italia non votare la legge, visto che i capilista bloccati sono da sempre un pallino di Berlusconi?
Cosi avremo finalmente una legge elettorale condivisa da una larga parte del parlamento, che verrà approvata senza il bisogno della fiducia.

giovedì 2 febbraio 2017

Lo scherzo da prete dei supremi giudici

Proprio un bello scherzo da prete quello rifilatoci dalla Consulta con l' abolizione del ballottaggio.
Se il risultato delle elezioni rispecchierà quello degli ultimi sondaggi, non solo nessun partito arriverà al 40%, ma per formare una maggioranza del 51% non basteranno le larghe intese. Ne occorreranno di larghissime.
Ipotizzando che la sera del voto le percentuali siano quelle dell' ultimo sondaggio della 7, l' unica coalizione che arriverebbe a sfiorare la maggioranza (49.8%), sarà una formata da M5S-LN-FDI-NCD. Invece una formata da PD-FORZA ITALIA-SI-NCD si fermerebbe al 49.1%.
Sono calcoli di pura fantasia naturalmente, perché Sinistra Italiana non entrerà mai in una coalizione con F.I. e i 5 Stelle non faranno alleanze con nessuno. Men che meno col partito di Alfano.
E allora come lo si risolverà il problema?
Forse potremmo chiederlo al prof. Zagrebelsky, lui che nell' incontro con Renzi disse peste e corna del ballottaggio.

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